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Consigli per seguire una corretta alimentazione
Dicono che mangiare consapevoli è un piacere!
In questa rubrica qualche consiglio dagli esperti per seguire una corretta
alimentazione.
Attualmente mangiare è ritenuto potenzialmente pericoloso. Poiché sempre più di
frequente sui giornali vengono pubblicate notizie allarmanti sui pericoli
causati dal cibo, abbiamo la sensazione che la lista degli alimenti che possono
nuocere alla salute diventi sempre più lunga. Statistiche sulla salute pubblica
mostrano un aumento delle malattie a trasmissione alimentare dovute a
microrganismi. Questo fenomeno risulta, oltretutto, essere sottostimato.
Dobbiamo temere ciò che mangiamo? In Europa, il cibo è abbondante e di buona
qualità e grazie alla scienza, alle tecnologie e alle rigide regolamentazioni è
soprattutto sicuro. Perché siamo così preoccupati?
Una delle ragioni principali sta nel fatto che tutto ciò che riguarda il cibo è
per noi molto importante e che le notizie sulle malattie causate dagli alimenti
danno origine a reazioni emotive nella popolazione, dal momento che tutti
dobbiamo nutrirci. I governi, la scienza e l’industria vengono spesso criticati
quando non sono in grado di dare spiegazioni chiare e immediate ai timori dei
consumatori. I media, d’altra parte, tendono a volte ad ingigantire i fatti per
creare notizie ad effetto.
I nuovi mezzi di comunicazione che consentono la rapida ed ampia diffusione
delle notizie, soprattutto negative, contribuiscono ad alimentare ulteriormente
la preoccupazione del pubblico. Tuttavia grazie all’attenzione dei media alle
tossinfezioni alimentari, i consumatori stanno diventando sempre più attenti ai
rischi microbiologici degli alimenti. Tutto ciò ha portato ad un aumento
dell’informazione e molti casi di ‘disturbi allo stomaco’, che una volta
sarebbero passati inosservati, vengono ora classificati come casi di
intossicazioni da cibo.
Certamente le intossicazioni da cibo causate dai microrganismi sono un serio
problema. I microrganismi, infatti, sono naturalmente presenti ovunque e l’unico
modo per difenderci da essi consiste nel prendere particolari misure di
prevenzione e difesa sia nei processi produttivi, sia durante la conservazione e
la preparazione a casa. Una carenza nella catena alimentare può avere effetto in
larga scala su molte persone e incidenti di questo tipo normalmente compaiono
nelle prime pagine dei giornali. Tuttavia, molte infezioni ed intossicazioni
alimentari possono avere origine nella scarsa igiene domestica.
Lo stile di vita sta cambiando. Molti consumatori moderni sono troppo impegnati
per avere tempo di stare in cucina; spesso hanno dimenticato le regole di base
dell’igiene alimentare e tuttavia si aspettano che i loro cibi rimangano sani e
sicuri. Sfortunatamente però, la maggior parte degli alimenti contiene
naturalmente dei microrganismi e i cibi crudi possono contenere patogeni. Ad
accentuare questo problema vi è il fatto che molti alimenti preparati per
soddisfare le richieste del consumatore in termini di comodità e freschezza (ad
esempio, i cibi da conservare al freddo) devono essere trattati con grande
attenzione durante la catena di distribuzione ed a casa.
Anche i consumatori stanno cambiando: dal momento che la durata della vita si
allunga, cresce il numero delle persone con sistema immunitario meno efficiente
e più anziane, categorie di persone particolarmente soggette alla possibilità di
intossicazioni alimentari.
Ciò non significa che oggi il cibo sia meno sicuro. Infatti nonostante la
percezione del pubblico e le notizie dei media riguardo la diminuzione della
sicurezza alimentare, il cibo non è mai stato così sicuro e non dovremmo affatto
temerlo. Tuttavia, riteniamo spesso scontata la sicurezza del cibo e a volte
dimentichiamo l’importanza del nostro ruolo nel garantirla con una corretta
gestione domestica.
L’informazione e l’educazione del consumatore sulla corretta gestione del cibo
per garantirne la sicurezza è di fondamentale importanza per tenere il passo con
i cambiamenti dei tempi e delle tecnologie.
Vedi la Piramide alimentare
Food Today 05/2000 - European Food Information Council
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