Ezio Gritti, chef - patròn de “L’Osteria di Via Solata” è volato ad aprile 2007 a Singapore al “World Gourmet Summit” per tenere alta la bandiera italiana in occasione della più importante kermesse dell’Asia.
Nelle passate edizioni era toccato a Gualtiero Marchesi, Claudio Sadler, Norbert Niederkofler – per citare alcuni “mostri sacri” dell’haute-cuisine- rappresentare l’Italia. Nel 2007 la scelta è caduta per la prima volta su un bergamasco. Uno chef che da assoluto autodidatta, entrato per la prima volta “con incoscienza” nella cucina di un ristorante a 28 anni senza alcun tipo d’esperienza, ha vinto la sua scommessa: affermarsi, essere riconosciuto come un artista ai fornelli, con tanto di blasone della stella Michelin. Leo Longanesi scriveva che: “Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola”: Ezio Gritti a suon di sacrifici fin da ragazzino, di lavori stagionali mal pagati, sveglie alle due per fare il pane nel forno di famiglia, da quel paesino della Val Seriana, Gavarno di Nembro, ne ha fatta di strada, portando innovazione e creatività alla cucina italiana. Ha cucinato per Henry Kissinger, Gianni Agnelli, per i 21 capi di stato dell’Unione Europea al Lingotto di Torino, per Giorgio Armani… Ma ha portato avanti la sua “rivoluzione” con lo stesso entusiasmo, la stessa passione e lo stesso senso del dovere di quel “ragazzino di paese” che non dimentica mai d’essere stato e che anzi ricorda sempre con orgoglio le sue origini. Con lo stesso spirito ha colto l’avventura offertagli dall’Oriente. Singapore, da sempre crocevia di tradizioni e culture dalla Thai alla vietnamita, ogni aprile in occasione del WGS si trasforma in una vera e propria Babele gastronomica, dove chef provenienti da tutto il mondo portano la loro cucina. Ognuno dei dieci “Masterchef” invitati, solo uno per nazione, prende le redini di un ristorante in linea con la propria filosofia di cucina, ospite di uno chef connazionale. La manifestazione prevede una serie di gala, lezioni d’alta cucina, work-shop, degustazioni di vini e distillati. Al World Gourmet Summit, dal ristorante italiano “Pontini” del Gran Copthorne Waterfront Hotel, Ezio Gritti ha “fatto notizia” ancor prima di mettersi ai fornelli, con le sue preziosissime pentole d’oro e d’argento, fiore all’occhiello della “Baldassare Agnelli Professional Cooking”, appositamente infilate nel suo bagaglio a mano per non deludere le aspettative sulla sua scaloppa di foie-gras e sul petto d’anatra “Colvert” in salsa di tabacco da pipa e vaniglia. La sua cucina, nel corso della serata clou del Wgs del “Vinter Dinner” ha stupito i più noti critici gastronomici e i sommelier: estasiati dal matrimonio perfetto di Ornellaia 2003 che, col suo vago sentore di tabacco si abbina alla perfezione al petto d’anatra e da un vino intrigante come il “Solaria Jonica” del 1959 abbinato a un dessert, d’assoluto impatto e originalità, come la mousse di foie-gras con zucchero di canna, rhum e cioccolato fuso. Le soddisfazioni non mancano: “The Times” lo ha segnalato, a firma del più quotato critico di Singapore, tra i “fantastic four” (i quattro indimenticabili), a fianco di Reto Lampart, Carles Gaig e Mark Best. “Galeotte” furono la charlotte di carote e zucchine con mousse di crostacei e la guancia brasata allo zucchero di canna e caffè. Da Singapore Ezio ha tratto nuovi spunti , dal modo di trattare le carni bianche per renderle morbidissime all’uso del chili, assieme alla scoperta di alcuni frutti incredibili come il durien, che ha infilato nella sua valigia per dare vita a nuove creazioni che sta già mettendo a punto nel suo laboratorio d’idee che è “L’Osteria di Via Solata”. Un ambiente unico, nel cuore di Città Alta, dalla veste elegante e dall’atmosfera intima, curato nei minimi dettagli dove potrete scoprire la sua cucina innovativa, ma mai stravagante. Innovazione ancorata alla tradizione: piatti semplici e classici senza tempo della cucina italiana sono affiancati a piatti d’assoluta originalità come gli scampi con crema di pomodoro crudo e caramella frizzante, gli spiedini di sogliola con riso basmati e scaglie di cioccolato…
Stesso felice connubio per gli arredi: il tavolo antico affianca quello moderno, la tovaglietta americana in lino sta a fianco della classica e intramontabile in fiandra, il vaso moderno convive armonicamente con quello antico d’ argento… A dare una nota romantica a questo tempio-bomboniera della buona cucina, composizioni di fiori che portano ogni giorno nuovi colori, profumi, sensazioni…
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma Ezio ha pensato anche a questo… Qualcosa di nuovo bolle in pentola: per festeggiare i vent’anni d’attività di chef Ezio ha dato alle stampe il suo primo libro biografico, con tanto di ricettario e pillole di saggezza della sua “filosofia in cucina”. A Singapore ha voluto proporlo in anteprima in inglese (“My fingerprints in the kitchen”). Il titolo? “La mia impronta in cucina”, realizzato in collaborazione con la “Baldassare Agnelli Professional Cooking” per festeggiare il centenario dell’azienda di Lallio.
Laura Bernardi Locatelli
Servizio fotografico "Foto Quaranta"